Danilo Ausiello
CoFounder - Panama

Storia della paperella di gomma (quella gialla)

Fu ideata da uno scultore 80 anni fa. Probabilmente è il giocattolo più famoso al mondo

© R T × Canàl

10 gennaio 1992: un cargo proveniente da Hong Kong e diretto negli Stati Uniti viene sorpreso da una tempesta. Le onde si gonfiano sotto lo scafo, facendo inclinare pericolosamente il ponte. Alcuni container scivolano in mare, si aprono, cominciano a perdere prodotti. In uno ci sono 7.200 papere di gomma che cominciano così il loro viaggio nell’oceano.

Il rovesciamento avviene a largo dell’Isola di Attu, nel mare di Bering, in un punto molto lontano dalle coste americane. Eppure qualche tempo dopo alcuni abitanti in Alaska iniziano a ritrovare papere di gomma sulle loro spiagge. I giocattoli sono sbiaditi, hanno perso il loro colore originario. Hanno navigato da soli, attraverso l’Oceano, per quasi duemila chilometri. Nei mesi successivi vengono ritrovate altre papere in diversi punti degli Stati Uniti.

È una storia raccontata dallo scrittore Donovan Hohn su Harper’s Magazine e poi in un libro, in cui lo stesso autore confessa la sua passione-ossessione per questa vicenda. Negli anni sono nate vere e proprie comunità di ricercatori online, che condividono teorie sulle rotte dei giocattoli e ipotesi sui luoghi dei ritrovamenti.

In mare finiscono 7.200 papere di gomma che cominciano così il loro viaggio nell’oceano

L’immagine di una flotta di papere di gomma che solca l’oceano ha colpito tante persone anche perché si tratta di un oggetto particolare. Di un giocattolo iconico, come si dice. La sua forma è molto popolare nell’immaginario collettivo, non solo tra i bambini, ma anche per il pubblico adulto. È diventato qualcosa più di un giocattolo, è un oggetto di arredamento pop.

La versione giapponese del libro "Moby-Duck", di Donovan Hohn

Oggi le papere di gomma sono riprodotte in molti colori e modelli, anche con i volti di personaggi famosi. Nel 2001 il tabloid britannico The Sun ha raccontato che perfino la regina Elisabetta avrebbe una papera di gomma nel suo bagno (con una corona gonfiabile). L’esemplare sarebbe stato avvistato da un operaio che stava ristrutturando delle stanze. Che sia vero o no, l’aneddoto aveva fatto impennare le vendite di papere nel Regno Unito dell’80% in poche settimane.

Il Guinness World Record ha in archivio la collezione più grande del mondo: 5.631 esemplari, di diverse forme e dimensioni, appartenenti a Charlotte Lee, un’appassionata di Seattle (lei!). E nel 2013 la rubber duck è stata introdotta ufficialmente nella Toy Hall of Fame, la galleria di New York dedicata ai giocattoli più importanti della storia, selezionati in base alla loro longevità e capacità d’innovazione.

È una forma molto popolare in diversi Paesi. È diventata un oggetto d’arredamento pop

La sua storia è legata all’emergere della produzione di gomma alla fine del XIX secolo. Le prime rubber ducks erano di gomma più dura, non stavano a galla, erano vendute come giocattoli da masticare per bambini piccoli. Poi Charles Goodyear inventò la gomma vulcanizzata e le papere acquisirono la consistenza attuale, diventando più leggere e adatte al galleggiamento.

Le prime erano di gomma dura, non stavano a galla. Poi arrivò l’invenzione di Charles Goodyear: la gomma vulcanizzata

La forma la disegnò lo scultore Peter Ganine negli anni ’40. Ganine aveva iniziato i suoi studi artistici in Russia, prima di trasferirsi in America. Lavorò a lungo grazie ai finanziamenti di Arthur Millier, critico artistico del Los Angeles Times.

Durante la seconda guerra mondiale realizzava modellini di aerei per l’esercito americano. Fu il primo a dare volti umani ai pezzi degli scacchi, uno storico cambiamento nel design delle scacchiere.

La forma fu ideata dallo scultore Peter Ganine negli anni ’40

Poi si diede soprattutto agli animali. Il suo primo successo fu il modellino di una balena, che gli valse un premio dal Metropolitan Museum of Modern Art. Nel 1944 disegnò la prima “uncapsizeable duck”, una papera tondeggiante con un sorriso beffardo e certi occhi pigri. Ganine lo presentò ai produttori firmandone personalmente il brevetto. Fu una buona intuizione: nel giro di pochi anni ne furono vendute oltre 50 milioni.

Il brevetto della prima rubber duck di Peter Ganine (1949)

Un segreto sulle papere di gomma: non sono proprio di gomma. Di recente vengono realizzate soprattutto in vinile, quindi sono papere di plastica tecnicamente. Dato il delicato momento ambientale, la cosa pone la specie a serio rischio d’estinzione. Chissà se sapranno adattarsi al presente, navigare verso il futuro. Attraversare i tempi come hanno attraversato un oceano.