Riccardo Tosoni
Managing partner di Panama

La giacca che ha scalato il mondo

Storia di un giubbotto invecchiato bene

Il 5 giugno 1988, dopo 9 giorni di salita libera attraverso la parete Salathé, Todd Skinner e Paul Piana conquistano la vetta di El Capitan, massiccio roccioso che domina il parco dello Yosemite nella Sierra Nevada (CA). Insieme ai due scalatori raggiunge la cima anche un capo destinato a fare la la fortuna del brand che l’ha prodotto. È la giacca Denali di The North Face.

Il nome del capo si rifà in realtà ad una montagna in Alaska. Viene venduto per la prima volta al pubblico nel 1989 come attrezzatura specialistica per l’arrampicata. Essendo contemporaneamente caldo, resistente e abbastanza impermeabile, risulta piuttosto innovativo per l’epoca. Al tempo si scalava ancora con le maglie da rugby per via della loro resistenza.

A renderlo un pezzo perfetto per fronteggiare le lunghe giornate in parete era l’inedita combinazione di pile e nylon. E in più la grande abbondanza di tasche assortite.

Conrad Anker, alpinista sponsorizzato da The North Face dal 1983, ha raccontato che quando aveva guidato la spedizione sulla cima dell’Ama Dablam in Nepal, nel 1990, aveva amato il Denali per le caratteristiche tecniche e per i piccoli dettagli. Le tasche gli tenevano caldo il cibo e una volta ripiegato diventava ottimo come cuscino.

Conrad Anker con il Denali sull'Ama Dablam (1990) (ph. The North Face)

The North Face è nata nel 1966 a San Francisco, quando due amanti della montagna decisero di trasformare la loro passione in impresa. Aprirono un piccolo negozio nella zona di North Beach, dove vendevano attrezzatura da arrampicata. Poi si lanciarono nell’ideazione e produzione di capi propri: la linea diventò un successo e il brand si affermò come riferimento tra gli appassionati in tutto il mondo.

Oggi, insieme a Patagonia, è una delle grandi aziende del settore particolarmente sensibili alle politiche ecologiche. Il brand è impegnato nella riduzione dell’impatto ambientale della sua produzione. E promuove progetti di salvaguardia della natura.

Negli anni ‘80, quando la tendenza era prediligere la funzionalità rispetto all’estetica, The North Face aveva rivoluzionato il mondo dello sci lanciando prodotti dai colori vivaci ed inconfondibili, dettando così un trend a tutto il mercato.

Todd Skinner sulla parete Salathé, El Capitan (1989) (ph. Bill Hatcher)

Il brand diventò un riferimento per gli appassionati di tutto il mondo

Senza aver tradito le sue origini sportive ed ecologiste, l’azienda adesso spinge molto sullo streetwear. Negli ultimi 15 anni il brand ha investito per ampliare il suo target di riferimento includendo anche il pubblico dei meno sportivi. Un esempio su tutti è la collaborazione con Supreme, con cui da anni crea collezioni esclusive.

Simbolo della trasformazione da marca per veri scalatori a “brand per sentirsi fighi” è proprio la giacca Denali. Oggetto di culto scovato negli shop vintage, tramandato da genitori ai figli, dalle falesie ai club, negli ultimi trent’anni il Denali non ha mai smesso di essere indossato.

Consapevole di aver creato un fenomeno di successo, nel 2019 The North Face ha lanciato una versione rinnovata del suo pezzo storico (qui una comparazione dettagliata), alimentando il sacro fuoco di quelli cheio lo mettevo prima che diventasse mainstream”.