©Invader

“Invader” è un artista francese conosciuto per aver tappezzato moltissime città con i suoi mosaici dedicati a “Space Invaders”, videogioco di successo degli anni ‘80. Dopo la Francia, le sue opere sono comparse gradualmente in tutto il mondo e hanno ispirato perfino un gioco per smartphone.

Invader si definisce un “UFA” (Unidentified Free Artist) perché come molti street artist ci tiene a mantenere l’anonimato. Di lui sappiamo che è attivo come street artist dal 1998, anno in cui ha realizzato il suo primo mosaico pixelato a Parigi, ispirandosi al leggendario videogioco “Space Invaders” che lo ossessionava sin da bambino.

Oggi nella capitale francese si trovano oltre mille mosaici, posizionati agli angoli delle strade, sotto i ponti o sui marciapiedi. In giro per il mondo ce ne sono circa quattromila, sparsi tra Marsiglia, Marrakech, Hong Kong, San Paolo, San Diego, Istanbul, Kathmandu. In Italia potete cercarli a Ravenna e a Roma.

©Invader

Negli anni, Invader ha sviluppato un processo di lavoro dettagliato che comincia con l’esplorazione di aree urbane densamente popolate che cerca di invadere con almeno 20-50 pezzi. “Cerco di identificare i punti nevralgici delle città che visito. Il processo di scouting porta via moltissimo tempo. Lo comparo spesso a una sorta di agopuntura urbana”.

©Invader, Marseille

Oggi nella capitale francese si trovano oltre 1000 mosaici, posizionati agli angoli delle strade, sotto i ponti o sui marciapiedi

Sul sito del progetto, l’artista ha spiegato che il suo obiettivo è permettere all’arte di circolare al di fuori dei musei e delle istituzioni, ma anche di liberare gli Space Invaders dagli schermi e portarli nel mondo reale. 

«Tutto è cominciato quando ho deciso di dare un aspetto materiale alla “pixelizzazione” utilizzando le piastrelle in ceramica” ha spiegato l’artista. “Inizialmente volevo creare una serie di tele, ma presto mi sono reso conto che le piastrelle erano il materiale perfetto per esporre questi pezzi direttamente sulle pareti».

©Invader, Melbourne (Pr: HANDOUT / Credit: AAP)

L’obiettivo è portare l’arte fuori dei musei e dalle istituzioni. Liberare gli “Space Invaders” dagli schermi e condurli nel mondo reale

L’opera più in alto in assoluto si trova a 2362 metri di altezza, nel villaggio di Anzère, in Svizzera. I più bassi sono visibili solo ai sub, perché sono installati al di sotto del livello del mare nella baia di Cancun, in Messico, grazie all’aiuto dell’artista Jason de Caires che li ha apposti su una serie di sue sculture sottomarine.

Nel 2015 uno dei suoi mosaici è finito nello spazio grazie all’astronauta Samantha Cristoforetti che l’ha installato a bordo della stazione spaziale internazionale SPACE2.

©Invader

Le opere di Invader rappresentano, per molti turisti, un pretesto per visitare le città con uno spirito da cacciatori d’arte. Del resto girovagare per le città fotografando scorci caratteristici, graffiti e altri piccoli dettagli nascosti è un passatempo che accomuna un po’ tuttə.

Nel 2014 l’artista francese, insieme a un gruppo di sviluppatori, ha trasformato questa passione in un gioco per smartphone, una sorta di Pokémon Go della street art.

Si chiama “Flash Invaders” ed è stato realizzato per esortare le persone a esplorare anche gli angoli meno turistici di una città, con l’obiettivo di fotografare più mosaici possibili tra quelli che lo street artist ha disseminato nelle città. Una volta individuato un mosaico, bisogna inquadrarlo attraverso l’app disponibile su Google Play e Apple Store per ricevere un punteggio da 10 a 100 per ogni opera.