Christina Read è un’artista inglese emigrata in Nuova Zelanda nel 2003. Laureata in Belle Arti, da anni racconta se stessa e il lavoro dell’artista attraverso opere dalle forme diverse, accomunate da un certo umorismo e dal suo sguardo disilluso.

Read si esprime utilizzando testi, illustrazioni, sculture, video e performance. O in alcuni casi combinazioni tra queste. Attraverso le sue opere dichiara di voler dar voce e forma alla “vulnerabilità dell’essere artista”. Per farlo utilizza un punto di vista molto personale a cui aggiunge la sua ironia, quella di chi racconta grandi verità strizzando un po’ l’occhio.

Per questo le sue creazioni sono spesso autobiografiche e legate a sentimenti quotidiani come ansie, aspirazioni, illusioni e malinconie.  

Un esempio è la recente mostra “Here’s A Plan (Things to do)”, prodotta per la fine della sua residenza artistica a Christchurch, un programma di un anno sostenuto dalla Fondazione Olivia Spencer Bower, organizzazione che promuove pittori e scultori emergenti in Nuova Zelanda.

La mostra è stata dedicata al concetto di pianificazione, nel caso di Christina Read quello dell’organizzazione di una mostra che non ha ancora fatto, ispirata ai capitoli di un libro che non ha ancora scritto. Un’idea insolita che per l’artista è diventata un lavoro molto concreto, che racconta l’ottimismo e le ambizioni delle nuove idee.

L’esposizione finale (quella fatta realmente, non quella immaginata) è composta da arazzi e tessuti pieni di frasi e parole. Proprio come il titolo anche i testi sono abbozzati e poi sbarrati, a raccontare i mille cambi di programma e una continua ricerca di miglioramento.

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L’utilizzo combinato di stoffe e testi ricorre nelle opere di Read. L’ultima mostra “Time after time (A Subverted Plan)”, ispirata alla canzone di Cyndi Lauper, è stata ospitata durante il periodo di lockdown alla McLeavey Gallery. Si è trattato della prima esposizione online della galleria in più di cinquant’anni di storia. 

Attraverso le sue opere dichiara di voler dar voce e forma alla “vulnerabilità dell’essere artista”.

Composta da quindici collage creati e dipinti a mano, racconta una verità universale: la vita non va secondo i piani. Le opere parlano di incertezze, preoccupazioni e modelli di perfezione impossibili da raggiungere, ma con lo humor dissacrante dell’autrice. Dando forma a queste insicurezze, Christina Read ci aiuta a ripensare la nostra relazione con l’insuccesso e a far pace con fallimenti e cambi di direzione. E a trovare gioia nel non raggiunto e nell’ignoto.