L’agenzia indiana “Feat. Artists” è stata fondata dalla modella Smita Lasrado e dallo stilista Nikhil Dudani. I due denunciano da anni la scarsa presenza di lavoratori del sud-est asiatico nella moda internazionale. Una discriminazione che hanno vissuto personalmente durante la loro carriera.

Il razzismo nel mondo della moda è riconosciuto trasversalmente nel settore. Negli ultimi anni i brand stanno iniziando lentamente a rimediare, con campagne mirate e riorganizzazioni interne. Alle ultime passerelle di New York, Londra, Milano solo il 36% tra modelli e modelle era di colore. Un dato comunque in aumento rispetto al 17% del 2015.

I founder di Feat. Artists hanno vissuto una lunga serie di discriminazioni legate alle loro origini, “Fino a pochi anni fa c’erano quasi solo ragazzi o ragazze dell’Europa dell’est”, ha spiegato Dudani. “Ovunque, da Londra a Città del Messico, i brand volevano volti con caratteristiche precise, che escludevano modelli e modelle indiane. Abbiamo provato a rovesciare le cose in India”.

In particolare l’obiettivo di Lasrado e Dudani è abbattere le narrazioni stantie che caratterizzano la cultura indiana. Entrambi sostengono che gli stereotipi sui professionisti locali siano parte di un “razzismo sistemico”, che riguarda il rapporto dei brand con l’immaginario indiano.

Il nostro Paese ha tanta diversità da offrire. Eppure quando i grandi marchi vengono qui celebrano la loro visione dell’India. Ma così si rafforza una tendenza agli stereotipi. E si nascondono gli aspetti che rendono questo paese quello che è davvero”.

Feat. rappresenta professionisti di ogni etnia, sesso, corpo ed età. L’agenzia vuole proporre una rappresentazione più onesta di volti e corpi indiani. L’offerta include stilisti, fotografi, indossatori, servizi di scouting e artisti visivi. Negli ultimi anni lo studio ha lavorato con diversi brand del gruppo LVMH e ha fornito modelli per riviste come Vogue e GQ.

Alle ultime passerelle di New York, Londra, Milano solo il 36% tra modelli e modelle era di colore

Lasradi e Dudani offrono inoltre consulenze alle aziende che arrivano in India per realizzare shooting o video, aiutandole a comprendere il contesto in cui si muovono e ad evitare discriminazioni o clichè. Dopo moltissime collaborazioni con marchi internazionali, hanno spiegato che tra i clienti non c’è ancora una reale apertura ai temi della diversità.
Oggi dichiarano che il cambiamento deve partire dall’interno delle aziende, e che solo quando i brand si preoccupano di avere una visione più profonda il loro contributo può diventare utile.

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Nonostante le difficoltà ancora esistenti e la gradualità dei cambiamenti, i risultati ottenuti negli ultimi anni hanno incoraggiato Feat. Artists a proseguire la battaglia. I fondatori oggi sono ottimisti.

I giovani rifiutano le vecchie etichette e fanno sentire la propria voce. Siamo sicuri che alla prossima generazione di modelli o stiliste indiane verranno offerte opportunità nuove, più varie. Semplicemente diverse”.